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Gli over 40 dovrebbero lavorare non più di 3 giorni su sette per rendere al meglio.

Questo è quanto emerso in uno studio recente, pubblicato sul Melbourne Institute Worker Paper series e basato su test di performance cognitive, condotto su un campione di uomini e donne australiani da alcuni ricercatori dell’Università di Melbourne (Australia).

I ricercatori hanno desunto che le persone che lavorano 25 ore a settimana sono più brillanti di coloro che lavorano 55 ore a settimana.

Secondo il professor Colin McKenzie, docente di economia alla Keio University, “il lavoro può essere una spada a doppio taglio, perché da un lato stimola l’attività cerebrale, ma al tempo stesso può causare fatica e stress, che potenzialmente fanno peggiorare le funzioni cognitive”.

Questa tesi del resto non è nuova, se pensiamo che, in merito a questo tema, si sono già espressi personaggi del calibro di Richard Branson (fondatore di Virgin), Larry Page (co-fondatore di Google) e Carlos Slim (secondo uomo più ricco del pianeta, a capo di Telmex e Amèrica Movil). Tutti e tre sono a favore dell’appagamento relazionale dei lavoratori e si dicono contrari alle logiche improntate esclusivamente sulla produzione.

Per capirci, le 40 ore lavorative ripartite su 5 giorni a settimana sembrano sempre più legate a un’epoca fordiana ormai superata. Il telelavoro, l’hot desking (condivisione di un posto di lavoro su turni diversi), la flessibilità del tempo parziale, sono strumenti che possono aiutare a migliorare la qualità della vita dei dipendenti, sia dal punto di vista professionale sia umano.
Bisogna sicuramente approfondire il discorso distinguendo tra le diverse tipologie di lavoro prese in considerazione, ma alcuni punti fermi sembrano essere sentiti in maniera trasversale.

La possibilità di usufruire di una settimana lavorativa ridotta, per esempio, rispetto all’avere più vacanze aggregate ogni anno.
Larry Page non ha dubbi che i suoi dipendenti sceglierebbero la prima opzione. Secondo il cofondatore di Google, dal punto di vista antropologico gli elementi della felicità di ciascuno sono casa, opportunità per i figli e sicurezza. La sfera sociale, o meglio ancora l’ambito familiare, devono riprendersi la scena dopo anni di predominio della vita in e per l’ufficio. La maggior parte delle persone ama lavorare, ma desidera anche avere maggior tempo a disposizione per la famiglia o per i propri hobby. Due/tre settimane di ferie concentrate tutte nello stesso mese non aiutano a muoversi verso questa direzione.

Un altro punto comune ai vari ambiti lavorativi è quello evidenziato da Richard Branson, fondatore di Virgin: ogni persona va incoraggiata a lavorare nella maniera che preferisce, creando una cultura del merito, più che del controllo.

Il singolo viene responsabilizzato e al tempo stesso riesce a essere produttivo e appagato sia professionalmente, sia nella sfera degli affetti e delle relazioni. Sul proprio sito virgin.com Branson stesso esplicita il proprio pensiero, appoggiando quanto detto anche da Carlos Slim, magnate messicano che, durante un seminario in Paraguay, predisse un inevitabile cambiamento radicale nelle forme del lavoro, appoggiando il sistema dei 3 giorni di lavoro alla settimana, grazie ai quali migliorare la nostra qualità della vita.

Ciò avvierebbe un sistema “virtuoso”, perché lavorando meno, ci sarebbe lavoro per tutti, e aumenterebbe l’offerta di impieghi, perché l’industria dell’intrattenimento e del turismo andrebbe potenziata per far fronte al maggior tempo libero a disposizione delle famiglie per stare insieme. L’età pensionabile verrebbe innalzata a 70 o 75 anni, momento a cui si arriverebbe meno provati e logorati rispetto alla situazione attuale.

Il dibattito è aperto e il tema intrigante: manca ancora una valutazione pratica su come verrebbero gestiti gli stipendi dei lavoratori. Una riduzione degli stessi, in molti casi, metterebbe in seria difficoltà numerose famiglie.

La soluzione all’empasse potrebbe essere il progredire della tecnologia, che permetterebbe anche forme di lavoro più “smart” e flessibili, plasmabili sulle esigenze della vita personale dei singoli.