Gli utenti al centro. La regola principale dell’attuale business digitale trova piena espressione nel concetto di Gamification, un termine ormai divenuto di uso comune nei reparti marketing delle aziende ma che da alcuni anni interessa anche il settore HR, potendo offrire metodologie di recruitment differenti e più efficaci.

Letteralmente “Gamification” significa utilizzare elementi inerenti al gioco in contesti di business differenti, che non hanno nulla a che vedere con il gioco, come il marketing appunto, o le risorse umane. Le nuove tecnologie utilizzate a questo scopo, aiutano a sviluppare l’interazione tra i soggetti coinvolti trasmettendo messaggi differenti, in funzione dell’obiettivo da raggiungere.

Attraverso il coinvolgimento del pubblico, ottenuto tramite il “divertimento” e l’applicazione dei meccanismi appartenenti al mondo dei videogiochi, è possibile consolidare il brand aziendale, accrescere la customers experience o la performance del team aziendale. Gli studi indicano che il 50% della popolazione mondiale ama giocare, come conferma anche l’elevata diffusione in tutto il mondo dei videogiochi.

Gamification nel mondo HR

Il settore HR può trarre notevoli benefici dall’implementazione della Gamification allo scopo di attrarre e trattenere talenti. L’evoluzione tecnologica e la ricerca di skills specifiche stanno modificando il modo di fare recruiting, rendendo sempre meno importante il classico CV e dando maggiore rilievo alle soft skills, alle capacità individuali e personali oltre che alle competenze tecniche acquisite durante gli studi o le esperienze lavorative.

Attraverso il gioco i candidati possono comprendere quali sono le attività che riescono a svolgere meglio o creare ipotetici percorsi di carriera. Allo stesso tempo la tecnologia fornisce ai reclutatori informazioni in tempo reale sulle caratteristiche e potenzialità dei candidati, aiutandoli ad individuare quelli più indicati per l’inserimento in azienda, e il ruolo migliore che possono ricoprire.

Gli Stati Uniti furono tra i primi a fornire un esempio di applicazione dei principi della Gamification alla selezione del personale. Nello specifico, è stato l’esercito degli Stati Uniti ad adottare un gioco per stimolare e migliorare il reclutamento. Aziende come l’Oreal o PwC, per citarne alcune, hanno implementato strumenti per stimolare l’interazione e l’interesse attraverso giochi che arrivano a simulare il percorso di un candidato all’interno dell’azienda stessa.

Sono i giovani, i Millennials, cresciuti con smartphone e tablet e abituati a relazionarsi attraverso i social, ad essere maggiormente coinvolti da questo metodo. Curiosi e creativi, vengono così stimolati all’interazione, accettano le sfide, giocano per superare i differenti livelli. E forniscono informazioni estremamente utili su come una persona potrebbe essere inserita nell’ecosistema aziendale, ampliando la portata della ricerca grazie alla condivisione, conseguenza naturale della competitività intrinseca dell’essere umano che porta i giocatori a sfidare altri utenti.

Nel 2015 Costa Crociere ha lanciato la campagna Inner Island, per creare la vacanza ideale attraverso differenti livelli di gioco. In palio uno stage retribuito. I vantaggi per l’azienda? Una profilazione circa gli interessi ed i desideri degli utenti, potenziali futuri viaggiatori, il miglioramento del branding e ovviamente, l’individuazione di profili idonei all’inserimento nel team.

Siemens Industry simula l’esperienza di un direttore di stabilimento attraverso Plantville, nel quale i giocatori devono migliorare le performance dello stabilimento, la produttività, l’efficienza. La conseguenza è un rafforzamento del brand e la possibilità di individuare talenti, di coinvolgerli, di farli entrare in azienda e poi farli rimanere. La maggior richiesta di competenze specifiche sta portando infatti le aziende a competere anche per attrarre i profili più talentuosi, con la conseguente necessità di offrire un ambiente di lavoro stimolante, supportare la crescita personale e professionale, offrire formazione e benefits, per evitare che scelgano la concorrenza.

E la Gamification coinvolge tutti i settori. A gennaio Unilever ha annunciato l’utilizzo della Gamification per migliorare il processo di reclutamento e individuare i migliori profili tra gli oltre 250 mila curriculum che riceve ogni anno. Nell’ambito della cyber security, dove le figure ricercate dalle aziende sono molte di più rispetto a quelle effettivamente disponibili, sono stati organizzati degli eventi strutturati come un gioco, in cui le persone si sfidano per trovare soluzioni o penetrare sistemi informatici al fine di individuare, soprattutto tra i più giovani, potenziali talenti da introdurre in azienda.

Un mercato in forte crescita, che secondo gli esperti raggiungerà nel 2020, 11 miliardi di dollari, destinato a cambiare il modo di fare recruiting.